Un tempo c’erano blog e parole,
si scriveva di sogni, di gioie, di scuole.
Si leggevano storie, pensieri e racconti,
ora scorrono video veloci e pronti.
Un’idea profonda non trova più spazio,
il tempo si accorcia, la mente fa strazio.
Ogni opinione diventa battaglia,
e l’algoritmo la rabbia abbaglia.
Sul web si indossano maschere belle,
tra pose perfette e luci di stelle,
ma dietro lo schermo la stanza è vuota,
la solitudine mai si svuota.
C’è chi in silenzio si guarda allo specchio,
si muove un capello, s’aggiusta l’orecchio.
Non parla, non dice, ma vuole attenzione,
è solo un invito alla distrazione.
Tutti felici nelle vetrine lucenti,
ma soli davvero nei cuori assenti.
Connessi con mille, ascoltati da zero,
si cerca un amico sincero e vero.
Io non voglio un “like” senza calore,
voglio una pizza, due chiacchiere, un fiore.
Il mondo è cambiato, lo so, e mi spiace,
ma forse a parlare è ancora capace.

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