Filastrocca di Ferrragosto
Ferragosto, trentotto gradi
ci si sveglia già sudati.
Pozza di sudore sui lenzuolo,
le zanzare tigre sono in volo.
Senza condizionatore si schiatta,
il vecchio in posta non ce l’ha fatta.
Per la pensione fila e calura,
il pensionato muore di bruciatura.
“Bevete tanto” la tv canto,
ma fontane in giro? Nemmeno un tanto.
Il meteorologo fa lo spavaldo,
lo chiama “Caronte” così senti più caldo.
Quelli radical vanno in montagna,
dicon che il caldo è paura sociale e il ricco guadagna.
“Così le loro multinazionali
vendono condizionatori ai poveri mortali”.
Ma l’operaio stradale muore sull’asfalto,
cuoce in silenzio, arrosto e ribalto.
La spazzatura sa di carogna,
l’aria di strada sa solo di fogna.
Ma noi “esagerati” a dire mondo malato,
basta uno spritz e il caldo è scappato.
Il caldo globale è un’invenzione del nuovo ordine mondiale,
“È estate, il caldo è cosa normale”.
Le signore social, per farsi vedere,
vogliono il sole per farsi piacere.
Tette in vetrina, selfie e cuori,
tanti like, tanto clamore.
Buon Ferragosto, santi e navigatori,
italiani che comprano consumatori.

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