...i lettori, gli avventori o semplicemente chi si trova qua per caso navigando nella blogosfera, credo siano persone intelligenti che capiscono la satira e l'ironia dei miei scritti.
Ci tengo ad avvisare che se fraintendete, non me ne fotte proprio. Anzi, pigliato' n cul.

Adelmo Bartalesi.

venerdì 31 ottobre 2025

La vera maleducazione dietro la finta educazione: mandami una foto


C’è una forma di maleducazione che si nasconde dietro la gentilezza apparente.
È quella fatta di frasi come: “Fammi un video”, “Mandami le foto”, “Perché non l’hai messo su Facebook?”.
Non è vera curiosità: è solo una maniera invadente di partecipare a qualcosa che non gli appartiene.

Racconti che domani ti sposi, e subito qualcuno ti risponde:
“Ah, ok, fammi un video!”.
Come se fosse normale chiedere di entrare, anche solo virtualmente, in un momento intimo e personale come un matrimonio.
È lo stesso con i compleanni, le cene, le serate tra amici: non basta più vivere l’esperienza, bisogna documentarla, trasformarla in contenuto.
E se non lo fai — se non lo metti sui social — sembra quasi che non sia accaduto davvero.

Si è perso il valore dell’intimità.
Quel piacere di condividere solo con chi è presente, non con il mondo intero.
Certo, si può condividere un momento di gioia, ma oggi nessuno lo fa più con semplicità: sui social si trovano solo foto autoreferenziali, costruite, estetiche, mentre le scene autentiche — una pizza tra amici, una risata improvvisa, una serata leggera — sono scomparse.

Io, invece, voglio vivere i momenti con chi c’è davvero.
Non mi serve un video, mi bastano gli amici veri.
E basta.

 

 


 

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